Conflavoro Pmi fa arrabbiare la Cgil.”Non ci interpellano”

Lo scorso 9 novembre, a Lucca, si è svolto il forum nazionale Italia Economia & Lavoro 2018. Lo ha organizzato Conflavoro Pmi, la confederazione delle piccole e medie imprese. Diversi erano i componenti del governo presenti all’appuntamento. Tra questi il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali Claudio Durigon e i parlamentari Massimo Mallegni, Riccardo Nencini, Manuel Vescovi e Riccardo Zucconi. Poi ancora il ministro del lavoro Cesare Damiano, il giuslavorista Oronzo Mazzotta, l’imprenditore Lamberto Vallarino Gancia, il presidente della commissione lavoro del Senato Annamaria Parente e Angelo Raffaele Margiotta segretario generale della confederazione dei sindacati autonomi Confsal.

La CGIL si arrabbia

Deve essere stata proprio la presenza del Sindacato Autonomo Confsal che ha indispettito la CGIL. Infatti, davanti al teatro di Piazza del Giglio, ha organizzato un presidio di protesta. All’arrivo degli ospiti istituzionali e dei politici i sindacalisti della CGIL li hanno fischiati. Hanno poi protestato contro il convegno di conflavoro PMI per tutta la mattina. La loro lamentela era di non essere interpellati e di non essere presi in considerazione da Conflavoro PMI quando questa entra in un’azienda per rappresentare l’imprenditore al tavolo degli accordi e per la firma dei contratti di lavoro.

La risposta del presidente di Conflavoro, Roberto Panebianco, alla CGIL

“Noi Siamo dalla parte delle imprese e dei loro lavoratori”, scrive Panebianco in una lettera aperta. Ogni nostra singola azione, ogni nostro singolo pensiero, compreso il forum Italia Economia & Lavoro 2018, noi lo mettiamo in pratica per promuovere la produzione, la formazione professionalizzante e continua dei lavoratori, la crescita delle aziende affinché la piccola impresa di oggi diventi la media impresa di domani.

Al contrario di chi vorrebbe fomentare la divisione tra parti sociali, al contrario di chi vive in funzione di steccati ideologici oggi senza alcun senso. Noi siamo accanto a tutti quegli imprenditori che sono coscienti di come a fare grande l’impresa siano proprio i collaboratori.

Purtroppo da quando il sindacato, come la cgil, si è messo a fare politica non per i diritti dei lavoratori, ma semplicemente per il diritto dei loro segretari e vertici di entrare in Parlamento o di mantenere qualsiasi altro status quo, il ruolo il peso del sindacato stesso si è completamente azzerato. Fermo poi chiamare a raccolta i loro iscritti per protestare contro leggi votate da loro stessi a casa del segretario. Un corto circuito senza se e senza ma. Questo è approfittarsi della buona fede della gente.

Specie oggi che non c’è più necessità di lottare divisi. Specie adesso che il momento del pluralismo, di una collaborazione fattiva fra le parti sociali e le istituzioni per superare insieme la crisi del Lavoro facendola diventare un’occasione di rinnovamento opportunità. E’ il momento, insieme, di andare avanti per dare al nostro paese un presente di sviluppo, crescita e di lavoro. Questa parola è e dovrà essere il nostro comandamento. E i nostri contratti collettivi seguono questo comandamento. I nostri contatti creano lavoro, occasione, opportunità e benefici per il lavoratore così come per l’imprenditore, ovverosia i due ingranaggi insostituibili del meccanismo impresa.”

Chi fa il vero Dumping?

“Il dumping vero in Italia lo realizzano quei sindacati che abbattono la possibilità per le imprese di assumere e formare i giovani, costretti spesso a scappare all’estero. Siamo ben contenti che oggi sia richieste l’applicazione di quanto espresso 70 anni fa nell’ articolo 39 della Costituzione. Quello che ci fa sorridere è che una norma sui bilanci e sulla composizione numerica dei sindacati sia oggi proposta dalla stessa organizzazione che ha da sempre ostacolato la legislazione in merito, temendo di perdere un primato che mai come oggi è quanto di meno reale sostanzialmente adatto ai tempi si possa avere. La rappresentatività non è un modello mono sindacale, questo deve essere chiaro a tutti.”

Libertà sindacale

“La libertà sindacale non può essere uccisa da nessuna organizzazione retrograda, nessun picchetto fuori da un teatro, nessuna circolare, nessuna nota di partito. Servono i sindacati! Eccome se servono! E noi di Conflavoro PMI siamo sempre stati disponibili al dialogo, alla collaborazione per creare un rapporto tra sindacati datoriali e dei lavoratori che possa essere di sviluppo alle singole imprese al paese. Oggi qua lo ribadiamo. Ma non se questo tipo di sindacato vuole pretendere di vivere nel passato, contro a chi propone sistemi differenti. Conflavoro PMI è dalla parte delle aziende e dei lavoratori.

La voce che oggi si afferma è quella che viene dal paese, chi di chi oggi è qua a parlare e ascoltare parole che sovrastano e scavalcare il muro di chi vorrebbe sentire le idee diverse che provengono da Conflavoro pmi.

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