TaRi la tassa rifiuti (video)

TaRi la tassa rifiuti (video)


Mese d’agosto. Tutti pensano alle vacanze, al riposo necessario a ricaricare l’energia per affrontare settembre. Noi lavoriamo per preparare strumenti utili alle Partite Iva, per agevolarle nell’ ottimizzare le risorse umane e quelle finanziarie.

La Ta.Ri Tassa Rifiuti

La Tari, insieme a tante altre tasse, è pagata senza aver possibilità di verifica dei conteggi. Arriva la cartella e noi la paghiamo. Bene, per la Ta.Ri oggi esiste un servizio che aiuta gli imprenditori a verificare se quanto pagato è giusto. Una verifica che consente anche di evitare eventuali sanzioni se pagato meno o ottenere il rimborso di qunato pagato in più in caso d’errore da parte del Comune. Nel video è spiegato esattamente cosa bisogna fare.

La soluzione

Chiama Conflombardia.com. In collaborazione con il sindacato datoriale Conflavoro Pmi, il Sindacato delle Partite Iva, e con le sue sedi territoriali in Lombardia, possiamo aiutare sostenere le aziende in queste verifiche. Contatta via email enrico.bombelli@conflavoro.it oppure chiama 3249955300 (Whatsapp)

Tari Milano. Ma siete sicuri di aver pagato il giusto?

Il comune di Milano comunica il risultato dell’incremento degli incassi della tari. Si, certo, l’amministrazione comunale è felice. Ma tu piccola partita Iva che fai fatica a chiudere i conti a fine mese, cosa ne pensi? Soprattutto, sei certo di aver pagato il giusto? Proviamo a fare un controllo? Una piccola inchiesta? Se vuoi toglierti la curiosità di saperlo chiamami al 338 1900487, anche in agosto e vedremo insieme a conflavoro. Avrai anche la possibilità di farti restituire quanto, nel caso,è stato pagato in più.

Dal comune di Milano:

TARI 2018. INCASSI IN CRESCITA ALLA SCADENZA DELLA PRIMA RATA

Al 31 luglio registrati introiti per 58 milioni di euro rispetto ai 38,4 dello scorso anno. Tasca: “Pago Pa funziona ed è apprezzata dai cittadini”

Milano, 12 agosto 2018 – Incassi della Tari in crescita alla scadenza della prima rata del 31 luglio rispetto alla stessa data dello scorso anno. Per il momento, il tributo comunale sui rifiuti è stato pagato da 183.804 utenti per un incasso totale di 58.102.536,00 euro. Lo scorso anno, alla stessa data, pagarono in 139.867 per un incasso di 38.492.843,00 euro.

Un bilancio soddisfacente nel secondo anno di applicazione dei metodi di pagamento Pago PA e dopo l’introduzione della novità dei pagamenti dal portale del Comune di Milano. In 171.987 hanno versato quanto dovevano utilizzando l’home banking, dai tabaccai e online con altri prestatori di servizi di pagamento indicati sul sito AGID. Altri 11.817 hanno saldato direttamente attraverso il portale del Comune.

Il risultato è anche frutto di una comunicazione più facile: la sezione dedicata alla Tari sul portale del Comune è stata rivista completamente rispetto allo scorso anno e prevede una parte molto chiara sul funzionamento di Pago PA.

Ne è convinto anche l’assessore al Bilancio e al Demanio Roberto Tasca: “Come tutti i salti di tecnologia, ci sono complessità da gestire. Il crescente numero di pagamenti effettuati tramite Pago Pa mostra comunque un importante segnale di apprezzamento da parte dei nostri cittadini”.

Da una prima rilevazione parziale sui dati del 2018, emerge come crescano gli utenti (il 62%) che hanno scelto di pagare in un’unica rata, mentre il 37% ha pagato solo la prima scadenza e l’1% ha pagato solo la seconda rata e non la prima.

Complessivamente, l’Amministrazione un incasso di 300 milioni di euro a fronte del pagamento del tributo da parte di 733.490 contribuenti. Introiti che serviranno a coprire per intero e senza ricavi per il Comune il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

Il sindacalista datoriale, qual’è il suo compito? (Video)


Oggi le piccole e medie imprese hanno a disposizione un professionista, che è però utilizzato pochissimo: il sindacalista datoriale.

Qual’è il suo ruolo?

Il sindacalista datoriale segue l’azienda nell’applicazione del contratto collettivo del lavoro, lo strumento che regola i rapporti tra l’azienda e i propri dipendenti. Aiuta l’azienda nel sviluppare il contratto di 2°livello, strategico per personalizzare alla propria realtà produttiva o di servizi. Aiuta l’imprenditore e l’azienda a mantenere i rapporti con i dipendenti e con i sindacati dei lavoratori. E’ una figura strategica nel caso in cui nascano motivi di contestazione con i dipendenti e il successivo confronto con la parte sindacale dei lavoratori. E’ strategico anche nel confronto con la parte sindacale dei lavoratori quando sono avanzate richieste da parte dei lavoratori.

Cos’è un Sindacato Datoriale

Il termine sindacato è solitamente associato a quello dei lavoratori. In realtà, ci sono anche associazioni di categoria cosiddette “datoriali”, ovvero quelle dei datori di lavoro. Sono anch’esse, a tutti gli effetti, sindacati in quanto svolgono le classiche funzioni di rappresentanza, tutela e assistenza dei propri iscritti. Ne conoscete alcune, che lavorano per le grandi imprese, come Confindustria. Conflavoro Pmi è un’ associazione datoriale che si occupa di piccole e medie imprese.
Negli incontri delle cosiddette “parti sociali”, spesso convocati da istituzioni pubbliche, i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese svolgono le relazioni sindacali. a livello nazionale, ad esempio, discuto e si accordano per revisionare il CCNL di riferimento. A livello territoriale o della singola azienda si affrontano le questioni lavorative e sindacali locali o specifiche. Ci si può confrotnare anche a livello individuale (la singola persona). Spesso vi sono relazioni sindacali tra un rappresentante del lavoratore e uno dell’impresa.

Conflavoro Pmi è la risposta

Conflavoro Pmi è l’associazione sindacale datoriale che maggiormente tutela e promuove gli interessi delle imprese associate
La ricetta di Conflavoro PMI è molto semplice. Ha rivoluzionato l’essere associazione datoriale. Infatti garantisce l’assistenza, la tutela e lo sviluppo delle aziende associate, in relazione alle tematiche di carattere locale e nazionale, mantenendo rapporti diretti con tutte le istituzioni pubbliche e private.
Ha più di 650 collaboratori operanti nelle oltre 86 sedi della confederazione, presenti in 18 regioni e 68 province, Conflavoro PMI garantisce a tutti i soci assistenza e affiancamento alla loro vita imprenditoriale, offrendo oltre ai servizi ordinari come accesso al credito, tutela legale, consulenza finanziaria, assistenza e formazione in ambito di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, una vera ed effettiva rappresentanza sindacale a favore dell’intera impresa, prestando un’attenzione particolare alla gestione effettiva dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro.
Conflavoro PMI è fatta di persone, di imprenditori, di professionisti che ogni giorno si ingegnano, operano e lavorano per far ripartire la grande macchina aziendale delle nostro paese.
Conflavoro PMI reagisce alla crisi con soluzioni concrete da mettere in atto per le sue aziende associate.

Tari: Sicuro d’aver pagato il giusto?

Si tratta di una consulenza specializzata che attraverso una verifica tecnico-fiscale accerta la regolarità del tributo che l’impresa sta pagando per la Tari (ex Tares/Tia).
Infatti, è stato verificato che molte aziende, a causa della complessità della normativa vigente e della sua continua evoluzione, presentano dichiarazioni errate per il   pagamento della Tassa Rifiuti con esborsi eccessivi e spesso non controllati.
Svolgiamo un servizio di consulenza specialistica per la verifica pagamenti TARI dovuti dall’azienda. E’ un servizio di grande interesse poiché può permettere un risparmio effettivo e duraturo ed è rivolto sia alle attività commerciali sia a quelle di produzione, di ogni dimensione e settore merceologico.

Cosa Verifichiamo

  1. Correttezza della dichiarazione iniziale
  2. Aree, locali, superfici a tassazione ridotta/agevolata /non tassabili
  3. Variazioni di aree, locali, superfici rispetto alla dichiarazione iniziale
  4. Sgravi da smaltimento autonomo dei rifiuti

Nel caso in cui siamo a verificare un esborso eccessivo, quantifichiamo la somma da recuperare e procediamo per l’adeguamento della TARI tramite le seguenti azioni:

• attivazione della procedura di correzione della posizione aziendale con conseguente aggiustamento dell’importo da pagare su tutte le bollette future;
• richiesta di rimborso per le somme erroneamente versate nei 5 anni precedenti.
Accettata la richiesta di adeguamento e rimborso della TARI il Cliente beneficerà da subito di una riduzione della Tassa e sarà rimborsato dall’Ente Gestore entro 180 giorni.

Inoltre dove siamo a verificare il non adeguamento delle superfici dichiarate con quelle di effettivo impegno, possiamo provvedere alla loro regolarizzazione onde evitare in caso di accertamenti e controlli, il pagamento di forti sanzioni.

 

Tari: Sei sicuro di pagare il giusto

Rimborsi in vista per la tassa sui rifiuti: la quota variabile della tariffa non può essere moltiplicata per il numero delle unità immobiliari ma deve essere calcolata solo una volta. Il chiarimento giunge dalla risposta delle Finanze all’interrogazione parlamentare del 18 ottobre scorso (si veda il Sole 24 Ore del 19 ottobre).Si tratta di una precisazione che appare condivisibile, alla luce della nozione civilistica di pertinenza, contenuta negli articoli 817 e seguenti, codice civile.

 

Dipartimento finanze  del ministero dell’economia

E a tal proposito va sottolineato che Il Dipartimento finanze del ministero
dell’Economia  «in tempi molto brevi un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari». Lo si apprende da fonti Mef le quali precisano che sono già previste modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta. I chiarimenti in arrivo serviranno però a evitare interpretazioni diverse da parte di singoli comuni.

Le vie per il rimborso

Si apre quindi la strada alla restituzione della tassa pagata in eccesso, poiché in molte realtà comunali, anche grandi, la quota variabile della tariffa rifiuti è stata indebitamente applicata più volte. Il team di Conflombardia può aiutarti n tutte le sue fasi. Contattaci saremo a tua disposizione per una consulenza.

Il Comune gonfia la Tari? Ecco come scoprirlo e ottenere il rimborso

Vediamo quali sono le verifiche da effettuare per procedere alla richiesta di rimborso:
•In primo luogo, bisogna verificare se si tratta di una annualità in cui la tassa è stata suddivisa in quota fissa e quota variabile. Se infatti è stata applicata la vecchia Tarsu, il tributo aveva una struttura unitaria che non contemplava le due quote e dunque nessun rimborso sarà possibile. In linea di principio, a decorrere dal 2013 la stragrande maggioranza dei comuni ha abbandonato le precedenti modalità di calcolo del prelievo;
•Ugualmente, non dovrebbe esserci spazio ai rimborsi nei comuni e per gli anni in cui è stata applicata la tariffa puntuale sui rifiuti. Questa tipologia di entrata, infatti, prevede che la quota variabile sia calcolata per ciascun utente in ragione delle quantità di rifiuti effettivamente conferite al servizio pubblico;
•Poi occorre verificare se il comune è realmente incorso nell’errore in esame. Per far questo, è sufficiente leggere con attenzione gli avvisi di pagamento del tributo che dovrebbero dettagliare, per ciascuna unità immobiliare distintamente accatastata, il calcolo dell’importo da versare. Se ci si accorge che, in corrispondenza delle unità immobiliari della casa e delle relative pertinenze, sono state conteggiate separatamente più volte le quote variabili di tariffa, allora vi sono le premesse per la richiesta del rimborso;

Tributi e Ambiente Attenti alla trappola nella tassa rifiuti

•Allo scopo di ottenere la restituzione delle quote variabili versate in aggiunta a quella della casa di abitazione, occorre presentare una apposita istanza, entro il termine perentorio di 5 anni dal pagamento. Il comune tuttavia ha il diritto di pretendere che il contribuente dimostri che le unità immobiliari utilizzate in aggiunta all’abitazione siano davvero pertinenze di questa. Se le prime sono ubicate nello stesso stabile o nelle vicinanze della casa, la dimostrazione potrebbe ritenersi raggiunta;
•Bisogna inoltre prestare attenzione al soggetto cui rivolgere l’istanza. Se l’entrata era gestita da una società privata e gli avvisi di pagamento erano per l’appunto emessi a nome della stessa, allora anche la domanda deve essere inoltrata a tale società. Se la società dell’epoca non c’è più, perché è subentrato un altro gestore, allora sarà opportuno proporre l’istanza tanto al comune che al nuovo gestore;
•Decorsi 90 giorni, se non si ottiene risposta si può proporre ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale competente, sino allo scadere del termine di prescrizione. Se invece il comune e/o il gestore notificano un provvedimento di rigetto espresso della domanda, allora il ricorso deve essere proposto entro e non oltre 60 giorni dalla notifica del diniego.

 

Hacker? No problem questa la risposta

Sempre maggiore  il pericolo del furto d’informazioni, vitali per la sopravvivenza dell’ azienda stessa. Sul mercato esistono diverse aziende  preparate per fornire servizi di Cyber Security contro hacker. Noi vogliamo presentarvi questa, dove con questo simpatico video, viene affrontato un’ argomento serio. Invitiamo tutte le Partite Iva nel riflettere  e attivarsi prima possibile per tutelarsi. Vuoi la visita gratuita d’un specialista scrivi o chiama Conflombardia.com il portale delle Partite Iva della Lombardia.

La bolletta 2.0

Qualche giorno fa, abbiamo sentito tutti parlare dell’ inserimento in fattura di quei debiti non pagati dai soliti furbini. Molti utenti hanno manifestato preoccupazione la non chiara presenza d’alcuni codici. Noi di Conflombardia abbiamo preso una fattura /bolletta 2.0 tipo e chiesto ad un esperto del settore  di spiegarci la fattura tipo. Oltre alle classiche voci presenti una serie di costi con delle lettere e numeri. Cosa sono?

• Spesa per la materia energia

Comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire l’energia elettrica al cliente finale.
Per il settore elettrico comprende le voci relative all’acquisto dell’energia, al dispacciamento (il servizio che garantisce in ogni istante l’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica) e alla commercializzazione al dettaglio (legata alla gestione dei clienti) più eventuali importi fatturati relativi alle componenti dei meccanismi perequativi dei costi di approvvigionamento. Per i clienti serviti in maggior tutela che hanno attivato una modalità di addebito automatico degli importi fatturati ed ai quali viene inviata la bolletta in formato elettronico, la voce comprende anche l’applicazione dello sconto per tale formato di emissione.

• Spesa per il trasporto el a gestione del contatore

Comprende gli importi fatturati per le diverse attività che consentono ai venditori (sia sul mercato libero sia in maggiore tutela) di consegnare ai clienti finali l’energia elettrica da loro consumata.
Corrisponde agli importi relativi ai servizi di trasmissione/trasporto, distribuzione e misura (ovvero lettura del contatore e messa a disposizione dei dati di consumo). Comprende anche gli importi fatturati relativi alle componenti di incentivazione e al recupero della qualità del servizio e ai meccanismi perequativi dei suddetti servizi.

• Spesa per oneri di sistema

Comprende gli importi fatturati relativamente a corrispettivi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico che vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico.

• Ricalcoli

La voce, che comprende gli importi fatturati a debito o a credito al cliente, è presente in bolletta solo se si sono verificati ricalcoli per:
– una modifica dei consumi dovuta ad esempio ad una ricostruzione dei consumi per malfunzionamento del contatore o ad un errore nel dato di lettura comunicato dal distributore;
– una modifica dei prezzi applicati, ad esempio legati a specifiche sentenze del Tribunale amministrativo.

• Altre partite

Comprende gli importi eventualmente addebitati/accreditati al cliente finale per oneri diversi rispetto a quelli relativi alla Spesa per la materia energia, alla Spesa per il trasporto e la gestione del contatore e alla Spesa per oneri generali. A titolo di esempio, possono essere comprese nelle Altre partite gli interessi di mora, l’addebito/restituzione del deposito cauzionale, gli indennizzi automatici, i contributi di allacciamento, il corrispettivo CMOR (si veda la descrizione della voce Corrispettivo CMOR). A seconda della loro tipologia, tali importi possono essere soggetti ad imposta sul valore aggiunto (IVA).

Poi abbiamo una serie di numerini che servono per:

A2

Serve a coprire i costi per le attività di smantellamento delle centrali nucleari dismesse e la chiusura del ciclo del combustibile nucleare. Una parte del gettito è destinata al bilancio dello Stato.<br>Si applica all’energia consumata (euro/kWh); per le abitazioni di residenza anagrafica e con potenza fino a 3 kW, il prezzo è più basso per i consumi inferiori a determinati livelli di consumo annuo (scaglioni).

A3

Serve per finanziare il sistema di incentivi riconosciuti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (ad esempio il sole, il vento) o fonti assimilate alle rinnovabili. <br><br>Si applica all’energia consumata (euro/kWh); per le abitazioni di residenza anagrafica e con potenza fino a 3 kW, il prezzo è più basso per i consumi inferiori a determinati livelli di consumo annuo (scaglioni).

A4

Serve per coprire le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario. <br><br>Si applica all’energia consumata (euro/kWh); per le abitazioni di residenza anagrafica e con potenza fino a 3 kW, il prezzo è più basso per i consumi inferiori a determinati livelli di consumo annuo (scaglioni).

A5

Serve a finanziare le attività di ricerca in aree di interesse del sistema elettrico nazionale e a beneficio dei consumatori, i cui risultati sono pubblici. <br><br>Si applica all’energia consumata (euro/kWh); per le abitazioni di residenza anagrafica e con potenza fino a 3 kW, il prezzo è più basso per i consumi inferiori a determinati livelli di consumo annuo (scaglioni).

Ae

Serve a finanziare le agevolazioni alle imprese manifatturiere servite in media e alta tensione con cicli produttivi che richiedono elevati consumi di energia elettrica. <br><br>Si applica all’energia consumata (euro/kWh); per le abitazioni di residenza anagrafica e con potenza fino a 3 kW, il prezzo è più basso per i consumi inferiori a determinati livelli di consumo annuo (scaglioni).

IRAP, ecco come chiedere i rimborsi dopo la sentenza della Cassazione a Sezione Unite.

La Corte di Cassazione a Sezione Unite con una sentenza n. 9451 del 10 maggio, ha enunciato un importante principio di diritto.  Un grande numero di contribuenti e professionisti o Partite Iva. La Suprema Corte a Sezioni Unite ha dichiarato che il pagamento dell’ Irap non è mai dovuto. Quando  il contribuente si avvale solo di un dipendente che svolge funzioni esecutive e di modesto rilievo. Il riferimento è appunto alla segretaria o all’addetto alle pulizie. Il pagamento dell’IRAP è invece dovuto se il collaboratore svolge mansioni che potenziano concretamente e migliorano l’attività del contribuente professionista o la società. Per via di tale sentenza saranno molti i professionisti che potranno chiedere il rimborso per l’IRAP pagata per gli anni precedenti e non dovuta. A questo punto però dato che è difficile che ad un’istanza di rimborso segua effettivamente il rimborso, l’unica strada percorribile sarà quella del ricorso in Commissione Tributaria Provinciale. Comunque è sempre bene presentare l’istanza di rimborso, posto che è gratuita e non richiede particolari formalità, potendo essere predisposta in carta semplice.

Come presentare istanza di rimborso dell’IRAP versata?

L’istanza con la richiesta di rimborso va presentata all’Agenzia delle Entrate competente per territorio. Il contribuente deve allegare la prova dell’assenza di un’autonoma organizzazione (presupposto IRAP) e di aver assunto collaboratori addetti a compiti esclusivamente esecutivi. Inoltre bisognerà fornire copia dei versamenti IRAP effettuati negli anni precedenti e specificare l’importo per cui si chiede la restituzione.  Se dopo la presentazione dell’istanza, essa viene rigettata o non fa seguito alcun riscontro si può proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale.Consigliamo di farsi assistere dal legale dall’inizio della presentazione della richiesta.

Sportello Legale Conflombardia.com

Il Team legale, Partner del Portale Conflombardia.com e a disposizione per eventuali consulenze e approfondimenti. La modalità di contatto sono Email e Sms per fissare un appuntamento telefonico con un nostro legale.

 

Mese di Febbraio le scadenze fiscali.

Le scadenze fiscali febbraio 2018 riguardano in particolar modo dei titolari di partita IVA:  iniziamo con ricordare che dal 1° febbraio fino al 30 aprile 2018:
è possibile trasmettere per via telematica la Dichiarazione IVA 2018 anno 2017 in forma autonoma;

Le date di Febbraio 2018

15 febbraio 2018: Acquirente Unico SPA: termine ultimo per la comunicazione dei dati del canone TV all’Agenzia delle Entrate;
IVA: registrazione corrispettivi per le Associazioni senza scopo di lucro in regime agevolato: quali associazioni sportive dilettantistiche, proloco ecc;
IVA: registrazione corrispettivi per i commercianti al minuto e grande distribuzione che hanno già aderito all’invio telematico dei corrispettivi;
IVA: Fatturazione differita mese precedente relativa ai beni consegnati o spediti e alle prestazioni di servizi mese precedente;
16 febbraio: Liquidazione IVA relativa al quarto trimestre del 2017 e Versamenti F24 di ritenute, IVA e contributi.
25 febbraio ma slitta al 26 febbraio 2018: Elenchi Intrastat contribuenti mensili.
28 febbraio 2018: Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA: relativa al 4° trimestre 2017;
Spesometro 2017: il 28 febbraio, è anche il termine per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute nel corso del secondo semestre 2017;
Spesometro correttivo primo semestre: in caso di errori tecnici, l’invio è senza sanzioni.

Ricordiamo sempre di controllare sul sito del fisco eventuali modifiche aggiornamenti o proroghe. Non smetteremo mai di sottolineare l’ importanze dell’ impegno della politica per ottenere una semplificazione della struttura fisco. Le Partite Iva voglio lavorare pagare le tasse e rispettare le leggi. Ma l’imprenditore non deve essere obbligato ad avere 2 Laure, Economia e Giurisprudenza oltre ad una decina di Master.  Il prossimo governo dovrà impegnarsi per semplificare la struttura stato.

Formazione connessa alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio

Quando parliamo di Formazione Finanziata, capita spesso che le aziende non    conoscano tutte le opportunità proposte dai Fondi Interprofessionali.  Le aziende abitualmente  per fare formazione attingono le risorse necessarie  lavorano dal  proprio conto aziendale,  dove viene accumulato il cosiddetto 0.30 versato al fondo interprofessionale  a cui aderiscono. Una ulteriore opportunità è data  dall’utilizzo di risorse economiche aggiuntive, alle quali si può concorrere attraverso la partecipazione ad  Avvisi pubblici, pubblicati dagli stessi fondi.  In questo caso, l’azienda  potrà disporre di ulteriori risorse economiche senza sottrarre budget al proprio conto aziendale.   Vantaggio per l’azienda sarà la totale assenza di costi e una ulteriore capacità d’utilizzo della formazione finanziata a costo zero.

Con l’Avviso n. 1/2018 – Formazione connessa alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio

Fondimpresa uno dei principali Fondi Interprofessionali.  Con l’Avviso n. 1/2018 finanzia la Formazione connessa alla salvaguardia dell’ambiente e del territori.  In particolare  nei campi della prevenzione del rischio sismico e idrogeologico e per lo sviluppo delle competenze connesse all’efficienza energetica e all’uso di fonti integrative e rinnovabili, ai materiali e alle soluzioni per la sostenibilità ambientale.

Di seguito alcuni degli argomenti formativi:

  • Gestione e certificazione ambientale di sistema e di prodotto
  • Le certificazioni ambientali di processo e di prodotto
  • Bilanci ambientali e miglioramento delle prestazioni ambientali
  • Il sistema di contabilità ambientale in azienda
  • Il Bilancio Ambientale in Azienda: come analizzare le relazioni tra impresa e ambiente.
  • Sistemi eco – innovativi in agricoltura
  • Nuove tecniche di produzione tessile eco – compatibili
  • Monitoraggio ambientale e gestione delle emergenze
  • Sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/2008 – D.Lgs 106/2009) e relazioni con l’ambiente
  • L’agricoltura biologica certificata
  • Le energie rinnovabili in industria
  • Fibre tessili naturali, da fonti rinnovabili, biopolimeri, fibre man made da riciclo: stato dell’arte, trend, vantaggi
  • Certificazione ambientale iso 14001
  • Sistemi di Gestione Integrati Qualità, Ambiente, Energia e Sicurezza
  • Implementazione di un sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001 per il miglioramento delle prestazioni ambientali
  • Promozione e sviluppo di materiali e prodotti a basso impatto ambientale ed energetico
  • Efficienza energetica e tecniche di riduzione dei consumi
  • Analisi e riduzione dei consumi energetici e margini di miglioramento
  • Valutazione e monitoraggio delle prestazioni ambientali dei processi aziendali
  • La gestione dei rifiuti aziendali

Tempi

La dead line di presentazione dei progetti formativi sarà il prossimo 12 marzo 2018. Le aziende interessate dovranno  manifestare il loro proprio interesse entro il 2 febbraio 2018. . La presentazione dei progetti e l’iter gestionale sarà a carico di Formazione & Sviluppo, senza alcun onere economico da parte dell’impresa. Per ulteriori informazioni  è possibile contattare  direttamente il seguente indirizzo mail : direzione@formazionesviluppo.com oppure telefonare al numero 035 320957