Emergenza Covid19 e infortuni sul Lavoro. Le condizioni per l‘esenzione del Datore di Lavoro da responsabilità.

Emergenza Covid19 e rischio biologico Inail

L‘emergenza coronavirus ha avuto qualche ricaduta nei sistemi di inquadramento del rischio assicurativo contro gli infortuni sul lavoro. Con riferimento alla qualificazione di un rischio biologico, coperto dalla gestione Inail, nella prospettiva di adeguamento a questa infezione diffusa, che potrebbe allargare a dismisura la platea dei soggetti coinvolti, dai lavoratori, alla dirigenza, all’imprenditore e/o datore di lavoro di qualunque settore e attività.

Un infortunio biologico tutelato dall‘Inail si verifica in ogni contatto con sangue o altro materiale biologico. Derivato da puntura o ferita con aghi o altri oggetti taglienti, nonché da spruzzi o spandimento su mucose o cute non integra, secondo le seguenti modalità di esposizione (linee guida Università di Bologna, medicina del lavoro, 2020):

  • ferita o puntura con ago o tagliente contaminato;
  • contaminazione di mucose (congiuntivale, nasale, orale);
  • contaminazione di cute lesa (abrasioni, screpolature, dermatiti, ferite aperte, ecc…).

Indennizzabilità dell‘infezione Covid19 come infortunio sul lavoro e responsabilità connesse

L‘art. 42 del d.l. Cura Italia 18/2020. Convertito con legge 27/2020, garantisce l‘indennizzabilità dell‘infezione Covid19 contratta in occasione di lavoro (ovvero nell‘esercizio delle proprie incombenze e sul luogo di lavoro).  Alcune recenti istruzioni dell‘Inail hanno determinato perplessità in quanto apparentemente rivolte a confezionare una presunta, generalizzata responsabilità del datore di lavoro o dei dirigenti preposti con deleghe ad hoc  in caso di infortunio correlato ad infezione Covid19 (cfr., da ultimo, circolare Inail 22/2020 e già, precedentemente, nota 13/2020). Una simile interpretazione oltre che infondata, è stata anche travolta  da ultimo  dalla legislazione specifica in materia.

Presupposti per l‘esenzione da responsabilità del datore di lavoro o dei soggetti delegati

Il sistema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro esenta il datore di lavoro  e/o i soggetti delegati   da ogni responsabilità economica/civile, salvo il caso di reato perseguibile d‘ufficio, accertato a suo carico o a carico dei soggetti delegati, a titolo di dolo o colpa: 1) sia per la violazione del generale obbligo di vigilanza di cui all‘art. 2087 cod. civ., 2) sia per violazione delle disposizioni specifiche di cui al d.lgs. 81/2008 in tema di salute e sicurezza sul lavoro, 3) sia (ancora e soprattutto, nel caso specifico, come meglio chiarito sotto) per l‘inosservanza dei protocolli e delle linee guida Covid19 di cui all‘art. 1, comma 14, d.l. 33/2020.

Il tutto a prescindere dalla fondamentale circostanza dell‘accertamento del momento e del luogo in cui il lavoratore può aver contratto il virus, considerato che il periodo di incubazione di due settimane rende davvero difficile risalire a data e luogo del contagio. L‘Inail è già stato subissato da migliaia di richieste di infortunio Covid19, ma, in ogni caso, la posizione del datore di lavoro è stata coperta da una specifica esenzione, anche in base ad un recente emendamento legislativo, già approvato in sede parlamentare, secondo cui, ai fini della tutela contro il rischio di contagio Covid19, “i datori di lavoro pubblici e privati adempiono all‘obbligo di cui all‘art. 2087 del codice civile mediante l‘applicazione delle prescrizioni  contenute nel protocollo condiviso delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro, e negli altri protocolli e linee guida successivi nonché mediante l‘adozione ed il mantenimento delle misure ivi previste (protocollo 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali e successive modifiche e integrazioni, di cui all‘articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33). La puntuale applicazione delle regole dei suddetti protocolli (punto 3, di cui sopra), presenti e futuri, pone quindi l‘imprenditore datore di lavoro in una posizione di assoluta sicurezza. Niente di meno, ma nulla di più.

Di Pasquale Dui

Pasquale Dui è avvocato in Milano, dove opera dal 1982, occupandosi, prevalentemente di diritto civile e diritto del lavoro. Ha sempre affiancato all'attività professionale l’insegnamento universitario, nelle materie del diritto privato e del diritto del lavoro. Ha curato l’assistenza delle imprese clienti, sia in materia stragiudiziale, sia in materia giudiziale. Pasquale Dui ha curato la pubblicazione di 13 libri e di oltre 200 monografie scientifiche. È relatore in convegni e seminari con le più importanti Società del settore della formazione. È collaboratore del Sole 24 ore.

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