Il Team della Redazione di Conflombardia. Intervista i titolari del Ristorante La Caletta sito a Milano in via Sammartini.  Sono passati circa 2 mesi dalla  parziale fine del Lockdown.  I due titolari Quinto e Mario insieme alla moglie Sabina gestiscono questa splendida realtà.

 

A che cosa avete pensato quando avete dovuto chiudere il ristorante?

La prima cosa a cui abbiamo pensato è stata quella di tutelare la salute.

Non solo la nostra, ma soprattutto dei nostri collaboratori, sia dipendenti sia fornitori, e dei nostri clienti.

Subito dopo è arrivata la preoccupazione perché la riapertura veniva rimandata di settimana in settimana, senza una data certa.

L’affetto dei nostri clienti ci ha dato la forza di non buttarci mai giù. Ci siamo tirati su le maniche fin da subito e abbiamo iniziato a progettare la riapertura. Facendo corsi di formazione e studiando tutto quello che poteva aiutarci, confrontandoci con altri ristoratori e con altri settori per capire come affrontare al meglio la situazione.

Abbiamo cercato di rimanere vicini ai nostri clienti attraverso i social, condividendo con loro quello che cucinavamo quotidianamente nei profili del Ristorante La Caletta. Chiamando telefonicamente i nostri clienti più affezionati per far sentire la nostra vicinanza.

Dopo anni sono nate delle splendide relazioni di amicizia e stima reciproca.

Come avete vissuto il periodo di Lock down?

Abbiamo avuto sentimenti contrastanti. A volte è stato molto difficile perché la preoccupazione per il futuro della nostra attività e dei nostri dipendenti era tanta.

Eravamo consapevoli che le nostre scelte avrebbero avuto ripercussioni sulle nostre famiglie e quelle dei nostri collaboratori.

Questo periodo di stop forzato però ci ha dato modo di poter rivedere il nostro metodo di lavoro in modo più obiettivo e di portare alcuni miglioramenti a livello di organizzazione di gestione e di suddivisione dei compiti.

Come vi siete organizzati durante il Lock down? Avete fatto delivery e/o piatti d’asporto?

No, abbiamo preferito non stravolgere l’identità del nostro ristorante, nel quale ci piace accogliere e coccolare i nostri ospiti, vedere le facce soddisfatte dei nostri clienti, scambiarci qualche parola, conoscerci.

Il nostro è un ambiente familiare dove col cliente instauriamo un rapporto, tanti ci dicono di sentirsi a casa e in famiglia qui da noi, e questo per noi è un punto di forza. Per fare delivery bisognava strutturare il ristorante in un altro modo, è vero forse abbiamo perso l’occasione di qualche entrata in più, però non ci piaceva l’idea di organizzare tutto di fretta pur di guadagnare qualcosina per dare un servizio mediocre ai clienti.

Abbiamo preferito aspettare, tenendo i denti molto stretti, ma puntare all’eccellenza come abbiamo sempre fatto.

In che modo questa pandemia ha cambiato le abitudini dei clienti?

C’è ancora un po’ di paura tra la gente che cerca di venire in orari meno affollati e non si trattiene più a lungo come prima; altri invece sono più sereni e fanno più fatica a non esternare la felicità del post lock down.

In generale però l’allontanamento forzato di questi mesi ha portato a capire

l’immenso valore dello stare insieme fisicamente e non solo in modo virtuale, del piacere di stare a tavola e di gustarsi il momento, il lock down ci ha fatto assaporare la tranquillità, a non avere fretta, a godersi le cose belle e a dedicare del tempo di qualità alle persone a cui si vuole bene.

Questa pandemia darà vita a un cambiamento profondo secondo voi?

Sicuramente in un modo o nell’altro le cose sono già cambiate.

Per alcune persone è cambiato sicuramente molto, per altre invece è stato solo un piccolo periodo di stop.

Quello che ci ha più preoccupato e che in qualche modo temiamo, è come, a livello mentale, questo stop abbia procurato spaesamento e afflizione.

Abbiamo sentito diversi casi di persone in depressione o ansia a causa di tutto questo.

La cosa che accomuna tutti è che in un modo o nell’altro tutti abbiamo dovuto reinventarci, abbiamo dovuto sperimentare modi nuovi di lavorare, di stare insieme, di studiare.

Da tutti i momenti di difficoltà c’è sempre qualcosa da imparare, il buon marinaio si conosce nelle tempeste.

I titolari del Ristorante La Caletta vi aspettano tutti i giorni (chiuso il lunedì)per degustare le ricette tipiche della Sardegna. Preparate con cura nelle cucine del Ristorante La Caletta.