Il Sindacato dei Lavoratori

Il sindacato nel diritto del lavoro è un ente che rappresenta le parti in un rapporto di lavoro parti sociali.

Quali?

Esistono sia sindacati dei lavoratori che sindacati dei datori di lavoro (detti organizzazioni datoriali). La storia dei sindacati è però soprattutto storia dei lavoratori (operai, contadini, impiegati) che si riuniscono allo scopo di difendere gli interessi delle loro categorie.

I sindacati, nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale, vengono anche definiti “parti sociali”.

Lo strumento spesso utilizzato per le rivendicazioni è lo sciopero. Tuttavia, l’attività dei sindacati viene espressa attraverso la contrattazione collettiva che risulta uno dei principali strumenti di autoregolamentazione per i rapporti di lavoro e per le relazioni sindacali.

Poiché essi possono operarsi per far valere per gli interessi delle classi lavoratrici, spesso i sindacati ed i partiti dei lavoratori (soprattutto quelli socialisti) si sono trovati in posizioni molto vicine o coincidenti.

Riguardo ai rapporti tra sindacato e politica si sono sviluppate due teorie:

  • Una che prevede la separazione tra sindacato e partito. Il primo si occupa degli interessi economici immediati dei lavoratori, l’altro degli interessi politici e della trasformazione della società a favore dei lavoratori.
  • Un’altra, di stampo leninista, che vede il sindacato come cinghia di trasmissione tra il partito e le masse operaie.

Non sono però strumenti subordinati agli interessi di partito, il sindacato ha una funzione politica nello spingere i lavoratori all’impegno con e per il partito finché questo tuteli i loro interessi.

Allo stesso tempo il sindacato è lo strumento per eccellenza che i lavoratori hanno a disposizione per far pressione sul partito affinché questo non si allontani dalla politica che essi, con la loro partecipazione, esprimono.

Nell’ottica leninista, dunque, il partito e il sindacato devono avere funzioni

Nel mondo

La disciplina varia nei vari Stati del mondo, a livello internazionale operano alcune organizzazioni internazionali come l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) creata nel 1919 e a livello europeo la confederazione europea dei sindacati, fondata nel 1973.

La convenzione ILO del 9 luglio 1948, n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale all’art 4. vieta che le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro non sono soggette a scioglimento o a sospensione per via amministrativa.

Lo stesso argomento in dettaglio: Sindacato in Italia.

In Italia, dal punto di vista giuridico, il sindacato è un’associazione non riconosciuta; la rappresentatività di un sindacato è il presupposto sul quale si valuta il potere di firmare accordi vincolanti per tutti i lavoratori del settore cui l’accordo si riferisce (art. 39 Costituzione), e per l’accesso alle tutele dell’attività sindacale previste dalla legge (art. 19 dello Statuto dei lavoratori).

I dirigenti ed i rappresentanti sindacali godono di alcune tutele, come ad esempio della legge 11 giugno 1974, n. 252 e del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 conferisce loro varie agevolazioni di carattere previdenziale.

Molteplici sentenze della Corte costituzionale hanno chiarito che la rappresentatività di un sindacato è determinata da una serie di elementi anche indiziari, non unicamente dal numero di iscritti, di preferenze nelle elezioni di RSA/RSU o nei referendum approvativi di un contratto collettivo nazionale.

I sindacati delle imprese in Italia sono centinaia, suddivisi o per dimensione/tipologia oppure per settore a volte per territorio geografico. Oltre ai sindacati delle imprese esistono anche i sindacati dei lavoratori autonomi tra cui quelli dei libero professionisti.

Nel mondo del lavoro autonomo azioni sindacali famose sono quelle dei padroncini, taxisti, farmacisti, avvocati e degli edicolanti. Da evidenziare che, come per i lavoratori subordinati o parasubordinati, non è obbligatoria l’iscrizione di un’impresa o di un lavoratore autonomo ad un’associazione sindacale.