Referendum Giustizia. L’impatto sulle Partite Iva Il tema della giustizia agita le acque placide di questa torrida estate.

Sostenitori e detrattori dei referendum si confrontano ormai quasi ogni giorno. Ma a prescindere delle ragioni degli uni e degli altri tutto questo ribollire evidenzia purtroppo che la società odierna ha ormai bisogno di una rivisitazione strutturale del settore.

All’interno di questa riorganizzazione anche il mondo del lavoro risulta coinvolto. Prendiamo ad esempio la norma del Codice sulla crisi d’ impresa operativo da settembre. Questa va a impattare su quattro fattori di criticità del nostro sistema imprenditoriale: dimensioni aziendali, competenze imprenditoriali, Consulenti d’impresa e tempi d’intervento.

La struttura portante del modello imprenditoriale Italiano è caratterizzata da una netta prevalenza delle piccole e micro imprese, oltre che da artigiani e singole partite iva le quali spesso sono sprovviste di opportuni ammortizzatori finanziari capaci di sopperire prontamente alle necessità di liquidità connesse all’evenienza di una crisi.

Gli imprenditori qui rappresentati sono spesso gli stessi che con grandi sforzi e sacrifici sono riusciti a far diventare vincente una idea trasformandola in un prodotto di successo. Sono artigiani che nel tempo hanno saputo ingrandire la loro azienda, spesso più esperti di produzione che di finanza. Ciò nonostante sono chiamati direttamente a guidare l’azienda al difuori di una crisi che in alcuni casi hanno involontariamente partecipato a creare. In questi momenti servirebbero competenze e lucidità che spesso non sono disponibili se si è emotivamente coinvolti.

Di conseguenza all’imprenditore non resta che cercare all’esterno quelle risorse di cui non dispone direttamente o che non ha all’interno dell’azienda. Purtroppo il supporto dei consulenti esterni, siano questi avvocati, commercialisti o banche, anche se ben preparati nei loro settori giuridici ed economici, non è sufficiente per gestire un’azienda al livello manageriale. La capacità di fare sintesi e di tracciare la rotta purtroppo non è così facilmente disponibile sul mercato e l’imprenditore si trova a dover gestire un problema ulteriore.

Inoltre i tempi concessi sia dal mercato che dalla normativa sono molto stretti e come vari studi di settore hanno ormai dimostrato questi tempi non sono correlati con i tempi necessari alla gestione della crisi stessa.

Se inoltre allarghiamo lo sguardo al resto del mondo non possiamo non evidenziare quanto successo negli Stati Uniti dove La Federal Bank, nel 2020 ha prodotto il 37% di moneta in più rispetto alla moneta prodotta fino a quel momento generando un notevole eccesso di liquidità. Come questo si ripercuoterà sui nostri mercati non è ancora esattamente dato a sapere.