La recrudescenza delle morti per infortunio sul lavoro, anche a seguito degli ormai ricorrenti richiami della stampa e della televisione, che enfatizzano l’attenzione del pubblico, non accenna a diminuire.

Per questa ragione il decreto fiscale del 15 ottobre, convertito in legge, prevede delle modifiche significative nel panorama legislativo della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con una attenzione finalizzata, da un lato, alla sensibilizzazione della pubblica opinione sul fenomeno delle c.d. morti bianche e, dall’altro lato, con l’introduzione di significative novità normative, sia sotto il profilo repressivo/dissuasivo, sia sotto il profilo della sensibilizzazione verso una cultura della sicurezza.

Si sente molto parlare della sensibilizzazione dei soggetti coinvolti nelle tematiche quotidiane di presidio contro gli infortuni, ma ciò non deve escludere la diffusione nel comune pensare della sensibilizzazione sulla materia della tutela antinfortunistica, sì da renderla patrimonio comune di cittadini, imprenditori, parti sociali ed istituzioni in varie modalità coinvolte.

Tra gli interventi ad ampio spettro contenuti nel decreto convertito spicca, per la sua pertinenza ed importanza, l’introduzione di un obbligo di formazione adeguata e specifica dei datori di lavoro (così come già prevista per dirigenti e preposti, oltre che per i lavoratori, ovviamente), che viene innestato tra gli obblighi in materia di sicurezza, con obbligo di aggiornamento periodico. In questo senso, la nuova normativa prevede che, entro il 30 giugno 2022, sia stipulato un accordo, da parte della conferenza Stato Regioni (e provincie autonome), che dovrà individuare e focalizzare la durata, i contenuti caratterizzanti e le modalità di questa nuova formazione obbligatoria, in uno con la determinazione delle modalità concrete di verifica dell’apprendimento, per tutti i soggetti destinatari della formazione.

Come noto, nel provvedimento sono state inasprite sensibilmente le sanzioni in materia di salute e sicurezza, con una particolare rimodulazione in aumento, distintamente organizzata per presidi, violazioni e correlate – nuove e deterrenti – sanzioni specifiche. Su questa materia si è già scritto molto e, al di là di un esame dettagliato, per il quale si rimanda ai provvedimenti di legge, v’è da sottolineare che l’istinto “repressivo” è sempre stata la caratteristica pregnante degli interventi in tema di tutela antinfortunistica, con il limite determinante della – neppure malcelata – intenzione repressiva avulsa da una corrispondente e temporanea diffusione di una cultura della sicurezza, tale da essere forzatamente innestata nel pensiero e negli strumenti generali di sensibilizzazione, considerato che l’esperienza passata ha sempre dimostrato che gli interventi repressivi “isolati” da un contesto formativo ed informativo di tutti gli attori del fronte della sicurezza, non sono serviti a far diminuire il numero degli infortuni mortali sul lavoro in Italia.

Sotto altri profili, merita infine menzione il provvedimento della piena attuazione di una competenza centrale e specifica dell’Ispettorato del Lavoro in materia di poteri ispettivi, con un correlato “arruolamento” di oltre 1000 nuovi ispettori entro un breve termine, riattivando il canale delle competenze specifiche in abbinamento con quelle delle Aziende sanitarie territoriali (cfr. art. 13 TU sicurezza, con le modifiche del caso).

 

Di Pasquale Dui

Pasquale Dui è avvocato in Milano, dove opera dal 1982, occupandosi, prevalentemente di diritto civile e diritto del lavoro. Ha sempre affiancato all'attività professionale l’insegnamento universitario, nelle materie del diritto privato e del diritto del lavoro. Ha curato l’assistenza delle imprese clienti, sia in materia stragiudiziale, sia in materia giudiziale. Pasquale Dui ha curato la pubblicazione di 13 libri e di oltre 200 monografie scientifiche. È relatore in convegni e seminari con le più importanti Società del settore della formazione. È collaboratore del Sole 24 ore.

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