Soluzioni comuni per superare crisi

La sfida della transizione energetica e digitale e gli effetti del conflitto in Ucraina sul presente e futuro delle prime due economie manifatturiere d’Europa, italiana e tedesca, sono stati al centro della missione in Germania del ministro Giancarlo Giorgetti. Numerosi gli incontri con i rappresentanti di alcune delle principali aziende dell’industria tedesca dei settori automotive, energetico, farmaceutico e finanziario ma anche con una delegazione di rappresentanti di imprese italiane presenti in Germania. Tra gli altri, Giorgetti ha visitato a Monaco di Baviera Fraunhofer, modello nel campo del trasferimento tecnologico e del processo innovativo in cui l’importanza del fattore umano applicato alla ricerca e sviluppo di nuove capacità tecnologiche è elemento chiave nell’accompagnare il cambiamento in settori strategici delle filiere produttive.

“E’ il tempo di decisioni rapide che devono tenere conto non solo della sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale”, ha sottolineato il ministro Giorgetti secondo cui le soluzioni alla crisi devono essere individuate in ambito europeo e non solo nazionale.

La pandemia prima e il conflitto in Ucraina poi hanno messo in evidenza “l’importanza di puntare sull’approvvigionamento autonomo delle materie prime, per questo motivo – ha aggiunto Giorgetti – dobbiamo accelerare verso la ricerca di fonti energetiche alternative e sulle catene di valore strategiche per evitare che si compia una transizione superficiale che metta a rischio intere filiere industriali e la competitività di due economie, come quelle di Italia e Germania che sono i due principali paesi manifatturieri in Europa”.

Nel corso dell’incontro è emerso una condivisione sui temi legati alla deglobalizzazione e agli effetti, economici e sociali, della transizione energetica e digitale in settori in cui Italia e Germania sono all’avanguardia come l’automotive e lo sviluppo di tecnologie innovative.

Per Giorgetti uno dei principali settori in cui è necessario procedere con una transizione sostenibile è l’automotive, dove l’industria tedesca è legata strettamente all’Italia per la componentistica: “L’alto livello di cooperazione tra italiani e tedeschi non potrebbe essere spiegato meglio se non facendo riferimento all’integrazione delle nostre filiere dell’automotive. In pratica, non ci sarebbero nel mondo famose auto tedesche senza l’eccellenza della componentistica italiana”.

Sulla transizione del settore ha inoltre ribadito: “E’ mia convinzione, diventata del Governo alla Cop26 di Glasgow, che la direzione verso la mobilità sostenibile non può essere solo l’auto elettrica perché questo tema deve invece  essere approcciato guardando al principio della neutralità tecnologica, considerando la possibilità di alternative che la ricerca e sviluppo di biocarburante e idrogeno può mettere in campo per il settore”.

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